TEST SALIVARI PER LA DIAGNOSI DI CARIORECETTIVITA'

A completamento del progetto prevenzione la Clinica Odontoiatrica Silvia Dal Pont ha introdotto nei protocolli terapeutici un completo programma di prevenzione e diagnosi precoce basato sui test salivari e articolato su più punti.

Tra le novità di quest’anno è stato introdotto il test del pH salivare, ma di cosa si tratta?

Come scrive ANDI – Associazione Nazionale Dentisti Italiani – la saliva è uno dei più importanti sistemi di difesa della salute della nostra bocca e la sua composizione ha un pH neutro che subisce variazioni quotidiane a causa del cibo; tuttavia il suo valore viene normalmente ripristinato nel giro di un paio d’ore dall’ingestione di alimenti e bevande.

Quando il pH salivare subisce variazioni estreme e persistenti, denti e gengive possono ammalarsi più facilmente.

Se troviamo un pH basso, quindi un ambiente acido, la placca batterica troverà terreno fertile per attaccare lo smalto dei denti, indebolendolo e portando alla nascita di processi cariosi.

Al contrario, quando ci troviamo davanti a un pH alto e quindi siamo in un ambiente basico,  il calcio contenuto nella saliva forma molto più facilmente tartaro e placca mineralizzata.

“Il test del pH salivare è costituito da una semplice cartina tornasole che, a contatto con la saliva, cambia la sua colorazione per indicare il valore del pH.
Un test semplice ma utile per tenere sotto controllo la salute non solo della cavità orale, ma di tutto il nostro organismo. Mantenere sana la propria salute orale è il primo passo per mantenere sana la salute di tutto il corpo, sono molte le
correlazioni tra malattie sistemiche, cardiologie, del sangue conseguenti o favorite da una scarsa o trascurata salute orale.

TEST BATTERICO

Un ruolo preponderante nell'insorgenza delle carie è svolto dai microorganismi, in particolare dagli streptococchi mutans e dai lactobacilli. Essi possono danneggiare denti sani e denti restaurati.

Le carie e le erosioni dentali si formano quando gli acidi prodotti dai batteri o di origine alimentare, aumentando oltre una certa soglia, iniziano a disgregare e decalcificare lo smalto dei denti per poi penetrare più in profondità.

Questo processo è influenzato da diversi fattori: i più importanti sono la quantità e la qualità della saliva e la presenza di alcune specie batteriche (Streptococcus Mutans e Lactobacillus provocano un abbassamento del pH) nel cavo orale che influiscono non solo sull’insorgenza della malattia ma anche sulla sua trasmissione da una persona all’altra (es. madre-figlio, fratelli-sorelle).

Le due specie sono in grado di produrre consistenti quantitativi di acidi. Quando in presenza di un substrato metabolico l'azione acidogena é potenziata, la saliva e i suoi meccanismi di controllo non riescono più a compensarne la produzione. L'ambiente orale raggiunge quindi livelli di acidità critici (pH intorno a 4.8), livelli che inducono la demineralizzazione dei tessuti duri del dente. Hanno pertanto inizio quei processi, che, se non precocemente intercettati o prevenuti, portando allo sviluppo della carie.

Nei soggetti predisposti hanno pertanto grande importanza i tests microbiologici. Tali tests valutano la quantità di S. mutans e Lactobacilli presenti nel cavo orale, che é direttamente proporzionale alla probabilità di sviluppo della carie.

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